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Gli ausili assistenziali: le lesioni da decubito

Se una persona è costretta a stare immobile a letto o seduta per un periodo prolungato, inevitabilmente il suo organismo ne soffre.
Il corpo umano, infatti, è continuamente in movimento: in qualsiasi situazione, anche quando stiamo apparentemente fermi, piccoli spostamenti permettono di variare i punti su cui ci appoggiamo, trasferendo il peso da una parte all’altra della nostra superficie corporea.
Se invece siamo costretti per una qualsiasi ragione a rimanere immobili per lungo tempo, nei punti del corpo sottoposti ad una compressione elevata e prolungata compaiono con una velocità a volte sorprendente (poche ore, lo spazio di una sola notte) arrossamenti, vescicole, abrasioni che si trasformano in brevissimo tempo in vere e proprie spaccature della pelle e dei tessuti sottostanti (muscoli, grasso) sino ad intaccare persino la parte ossea: le “LESIONI DA DECUBITO”.

Come possiamo evitare tutto ciò?
Prima di tutto evitare che la compressione che viene esercitata sulla parte del corpo che si appoggia al materasso o al sedile, sia elevata o venga mantenuta per un periodo prolungato sempre sullo stesso punto. Per questo occorre adottare strategie che riducano l’intensità e la durata della compressione.
Facendo appoggiare la persona su un supporto morbido, in cui le parti del corpo affondino senza mai essere compresse permettendo così sempre una buona circolazione del sangue e facendo in modo che la posizione (e di conseguenza i punti di appoggio) venga cambiata ad intervalli stabiliti da un protocollo di movimentazione.
Inoltre, è importante mantenere la pelle asciutta, pulita e ben idratata, perché sia in grado di reagire positivamente alle eventuali aggressioni.
Anche una nutrizione adeguata, che mantenga tutti i tessuti (muscoli e pelle) tonici ed elastici e fornisca le sostanze adeguate a mantenere vitali le capacità di difesa è un aiuto molto importante.

Come valutare il rischio che corre il paziente?
Non tutte le persone, anche se costrette a letto o su una sedia per un periodo prolungato, hanno lo stesso livello di rischio. È facile immaginare che una persona in stato di incoscienza, e quindi incapace di percepire il disagio o il dolore provocato su una parte del corpo da una compressione elevata o protrattasi troppo a lungo, avrà un rischio maggiore di una persona vigile, così come il rischio sarà più alto nei pazienti con una mancanza di sensibilità di una parte del corpo, come ad esempio nei casi di lesioni midollari, o in persone assolutamente incapaci di muoversi autonomamente.
Per valutare il rischio della persona che state assistendo, si può ricorrere al Test di Norton, un semplice test da compilare anche da soli a casa.

Gli ausili antidecubito
Un dispositivo “antidecubito” è tanto più efficace quanto più è in grado di ridurre le situazioni che causano la nascita di una lesione. I materiali utilizzati per questi dispositivi devono, quindi, essere:

  • MORBIDI, in modo che le parti del corpo che vi si appoggiano non vengano “schiacciate”;
  • TRASPIRANTI, capaci di disperdere l’umidità emanata dal corpo;
  • DEFORMABILI, in grado di modificarsi seguendo gli spostamenti della persona e riducendo, così, i rischi causati da attriti e forze di stiramento.

Gli ausili antidecubito vanno dai Cuscini e Materassi alle Cavigliere e gomitiere.
Il mercato offre innumerevoli soluzioni. Per orientarti al meglio in questo mondo puoi richiedere una consulenza gratuita allo staff tecnico Adjutor.

03 marzo, 2021
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